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Michele Cancro e l'arte sublime della pittura

"La mia attività si riassume nell'attidudine a raggiungere o suggerire una forma attraverso pochi segni."

Nato a Sant'Angelo Le Fratte (PZ), Michele Cancro vive e opera a Potenza, dove ha insegnato presso l'I.T.I.S. "A. Einstein". Ha collaborato inoltre, in qualità di esperto in grafica pubblicitaria e filosofia estetica, presso il Liceo Scientifico "P.P. Pasolini" del capoluogo stesso. La sua fervente attività comincia nei primi anni del 1970. Nel decennio successivo ha elaborato una serie di importanti proposte con mostre personali, partecipazioni a qualificate collettive e a rassegne di rilievo nazionale. Nel 1984 partecipò al "Premio ARTE Mondadori" che gli valse la segnalazione tra i primi 100 finalisti.

Scrive di lui il critico Franco Solmi: "La pittura di Michele Cancro si aggancia a sicure radici storiche, dagli impressionisti a Cézanne. Il pittore ha assunto il senso della precarietà e della durata dell'immagine come un'indicazione di metodo. Le sue opere recano la traccia dell'apparire naturalistico, ma trasformate e sublimate, in termini esclusivamente pittorici, attraverso una sorta di riduzione al gioco luce-colore-volume."

Ancora, secondo Nicolina Bianchi: " Un dettato pittorico ben equilibrato che accenna, attraverso una materia cromatica calda e vibrante, ad un sapore descrittivo delle cose di sapore espressionista. Le raffigurazioni risultano tattili, dolcemente tessute nelle forme e nei colori."

Superata la fase della pittura espressionista e di quella concettuale, oggi una nuova concezione delle possibilità spaziali del colore crea nuove definizioni di aree, passando da illusioni atmosferiche a superfici splendenti per la loro intensità cromatica. Approda ad una forma di espressionismo astratto: l'atto creativo è immediato, non riflesso. La sua pittura si svolge a liricizzare il sentimento del particolare e dell'uomo nei suoi aspetti essenzialmente umani. L'artista diventa poeta del sentimento. Per dirlo con le parole dell'artista contemporaneo, figlio del proprio tempo: " la luce che illumina ogni dipinto illumina anche lo spirito dell'artista, aperto sempre ad una serena contemplazione del mondo che lo circonda".

 

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